Ville e Corti della pianura Veronese

L’Origine della Villa
La presenza dell’uomo nella pianura veronese è testimoniata a partire dal Neolitico antico (circa 4.500-4.000 a.C.). Colonizzata dai Romani nel I sec. a.C., in epoca imperiale essa vide una profonda trasformazione: lo scavo di fossati e canali condusse alla regolamentazione delle acque, mentre la costruzione di arterie stradali, quali la Via Claudia Augusta Padana e la strada che collegava Mantova ad Este, la posero al centro di traffici commerciali di livello interregionale.

Il dissesto idrografico che si ebbe in seguito alla caduta dell’Impero Romano, favorì nell’Alto Medioevo, durante il periodo longobardo e franco, lo sviluppo di boschi e la nascita di aree paludose. Grazie all’opera svolta dai monaci benedettini queste aree vennero bonificate e pian piano sorsero delle “ville”, centri abitati che iniziarono ad essere documentati a partire dal IX sec. d.C. L’incremento demografico che si ebbe in epoca precomunale e comunale ed il conseguente aumento del fabbisogno alimentare, resero necessari un massiccio disboscamento e la messa a coltura di nuove terre. Dopo il periodo di dominazione scaligera, alle soglie del XV sec., Venezia favorì l’investimento fondiario dei cittadini veronesi e veneziani; essi crearono ben presto delle aziende agricole i cui centri operativi dove si concentrarono i mezzi di produzione e le abitazioni dei lavoratori furono le “corti rurali”. All’interno di esse, le vecchie case da patron, dovendo essere consone allo status sociale e all’importanza raggiunta dalle famiglie che avevano investito nella terra, si trasformarono in case da villeggiatura: nacquero così le “ville”.
 

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