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VILLE E CORTI
Dopo il periodo di dominazione scaligera, alle soglie del XV sec., la repubblica di Venezia favorì l'investimento fondiario dei cittadini veronesi e veneziani; essi crearono ben presto delle aziende agricole i cui centri operativi, dove si concentrarono i mezzi di produzione e le abitazioni dei lavoratori, furono le “corti rurali”. All'interno di queste, le vecchie case da patron, dovendo essere consone allo status sociale e all'importanza raggiunta dalle famiglie che avevano investito nella terra, si trasformarono in case da villeggiatura: nacquero così le “ville”. Le case da Patron o Paron che si trovavano al centro delle grandi aziende agricole si trasformarono, a partire dal Cinquecento, in dimore signorili e si arricchirono di affreschi, statue e giardini. Qui i signori si dilettavano in piacevoli conversazioni con i loro ospiti, a contatto con l'aria salubre della campagna. I primi giardini umanistici divennero nel XVI e XVII secolo collezioni di vegetali; le piante venivano coltivate per le loro proprietà farmacologiche, le facoltà terapeutiche ed i significati simbolici. Nel corso dell'Ottocento molti di essi vennero trasformati in vasti parchi all'inglese, dove l'uomo poteva trovarsi in armonia completa con la natura.































