LE CHIESE ROMANICHE
Le prime chiese che sorsero nella campagna veronese andarono distrutte, come quelle della città di Verona, con il terremoto del 1117, lo stesso che fece crollare quanto rimaneva dell'anello esterno dell'Arena di Verona. Se in città i lavori di ricostruzione portarono alla creazione del tipico “Romanico Veronese” caratterizzato dall'alternanza di conci di tufo e filari di mattoni, qui si cercarono di riutilizzare materiali in situ, di epoca romana e longobarda. Sembra ormai accertato che lavorarono nella zona delle maestranze che crearono un lessico romanico più povero, ma certamente non meno interessante di quello presente in città.
A Isola della Scala, isolata nella campagna si trova la Chiesa della Bastia, la testimonianza più antica del paese. Un'epigrafe incastonata in facciata sul lato sinistro del portale reca incisi i nomi dei costruttori e l'anno di edificazione, 1126. L'attuale assetto è frutto di varie trasformazioni che sconvolsero l'impianto originario. La chiesa si presenta ad aula unica e facciata a capanna monocuspidata. Notevole la struttura absidale che vede parte dei mattoni di epoca romana e la volontà dei costruttori di conferire una certa espressività al laterizio; Una nuova ristrutturazione fu attuata sicuramente alla fine del XV secolo, periodo al quale risalgono gli affreschi al suo interno e il portale rinascimentale in pietra serena.
Vicino al fiume Tione ad Erbè , sorge la piccola chiesetta romanica di Santa Maria Novella dell'Erbedello. Antica proprietà dell'abbazia di S. Zeno, l'Erbedello appare citato per la prima volta nell'elenco delle ville del distretto veronese compilato dai procuratori del comune di Verona nel 1184. L'interno si presenta quasi interamente dipinto con pitture a fresco sovrapposte che vanno dal XIII al XV secolo. Se le più antiche denotano modi bizantineggianti è interessante notare l'evoluzione della tecnica prospettica in immagini posteriori ad opera di seguaci di Jacopo da Verona e Martino da Verona. La decorazione absidale risalente al 1440, vide all'opera i collaboratori di Giovanni Badile Tali affreschi rientrano a pieno titolo nell'ambito del gotico internazionale.
A Gazzo Veronese, sul fiume Tartaro si trova la chiesa di Santa Maria Maggiore. All'epoca longobarda si riferiscono alcuni frammenti lapidei facenti parte della recinzione presbiteriale dell'edificio. All'interno si conservano visibili resti della pavimentazione musiva dell'impianto originario databili tra l'VIII e il IX secolo. L'edificio, danneggiato dal terremoto del XII secolo, venne riedificato in forme romaniche riutilizzando materiali di epoca romana, ancora murati nello stesso. La chiesa è internamente suddivisa in tre navate; Esternamente sono visibili le modifiche apportate nel corso del tempo, quali i pinnacoli posti in facciata nel XV secolo, periodo al quale risale pure il campanile che andò ad inglobare l'abside settentrionale.
A Cerea, altro notevole esempio di edificio romanico è la chiesa di San Zeno. Sorta secondo la tradizione per volontà di Matilde di Canossa e che presenta un caratteristico impianto a tre navate, separate da pilastri ricoperti da affreschi duecenteschi. L'apparato murario del fianco sinistro è quello più antico, insieme all'area absidale, ed è costituito da filari di mattoni alternati a ciottoli. All'interno affreschi risalenti al XIII secolo. La parte inferiore del campanile è strutturata in ciottoli e conci di tufo, mentre quella superiore è in laterizio; probabilmente esso poteva fungere anche da difesa in caso di attacchi esterni.
S
ulla strada che da Bovolone porta a Concamarise , si trova la pieve di S. Giovanni Battista in Campagna. Conosciuta come S.Zuan. La Chiesa originariamente a tre navate conserva quella centrale e quella di sinistra. Sembra che le sue origini siano da ritrovarsi nel lontano VIII secolo. Il campanile, dotato di due campane recanti le date 1572 e 1787, presenta quattro monofore. Davanti alla Chiesa, fa bella mostra di sé un Battistero ottagonale decorato al suo interno con affreschi cinquecenteschi raffiguranti la vita del Santo e la passione di Cristo.
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